Caldo sul lavoro: come valutare il rischio e proteggere i lavoratori

Lavoratori in cantiere si idratano per prevenire i rischi del caldo sul lavoro

Il caldo sul lavoro non è soltanto una fonte di disagio. Temperature elevate, umidità, esposizione diretta al sole e attività fisiche intense possono causare disidratazione, affaticamento, perdita di concentrazione e, nei casi più gravi, colpi di calore.

Il rischio riguarda soprattutto cantieri, agricoltura, logistica, manutenzione del verde e lavori stradali, ma può interessare anche cucine, magazzini e ambienti produttivi poco ventilati. Per questo il datore di lavoro deve valutare le condizioni effettive dell’attività e adottare misure adeguate.

Come valutare il rischio caldo sul lavoro

Per valutare correttamente il rischio caldo sul lavoro non basta considerare la temperatura. È necessario analizzare anche:

  • umidità e ventilazione;
  • esposizione al sole;
  • intensità e durata dello sforzo;
  • abbigliamento e DPI utilizzati;
  • disponibilità di acqua;
  • possibilità di effettuare pause;
  • livello di acclimatazione dei lavoratori.

Un’attività pesante svolta all’aperto può essere rischiosa anche quando la temperatura non sembra particolarmente elevata. Umidità, assenza di vento e dispositivi poco traspiranti possono infatti ostacolare la dispersione del calore corporeo.

Particolare attenzione deve essere riservata ai lavoratori appena assunti, rientrati dopo un periodo di assenza o maggiormente vulnerabili. In questi casi può essere necessario prevedere un inserimento graduale e coinvolgere il medico competente.

Caldo sul lavoro e DVR

Quando le alte temperature possono compromettere la salute e la sicurezza dei lavoratori, il rischio deve essere considerato nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Il DVR deve individuare le mansioni esposte e indicare misure concrete, evitando riferimenti generici al periodo estivo. Dovrebbe chiarire:

  • chi controlla i bollettini;
  • quando modificare attività e orari;
  • dove effettuare le pause;
  • come garantire l’idratazione;
  • cosa fare in caso di malore.

L’introduzione di nuove attività all’aperto, la modifica degli orari o l’emersione di criticità possono rendere necessario aggiornare la valutazione.

Caldo sul lavoro a Roma: le misure previste

Il 29 luglio 2026 il Sindaco di Roma ha emanato una direttiva per rafforzare la tutela dei lavoratori impegnati all’aperto durante le ondate di calore.

La direttiva richiama le strutture di Roma Capitale alla piena applicazione delle disposizioni regionali e comunali e invita anche i datori di lavoro pubblici e privati ad adottare misure organizzative e preventive.

Quando i bollettini del Ministero della Salute indicano livelli di rischio 2 o 3, viene raccomandato di:

  • favorire una frequente idratazione;
  • rimodulare attività e orari;
  • limitare l’esposizione nelle ore più calde;
  • prevedere pause in zone ombreggiate o raffrescate;
  • utilizzare sistemi di ventilazione o nebulizzazione;
  • tutelare maggiormente i lavoratori vulnerabili.

Nel Lazio, inoltre, specifiche disposizioni possono vietare il lavoro sotto il sole nelle ore centrali della giornata quando le mappe Worklimate segnalano un rischio elevato. Le aziende devono quindi controllare quotidianamente bollettini e provvedimenti in vigore.

Come proteggere i lavoratori dal caldo

La prevenzione parte dall’organizzazione del lavoro. Le attività più impegnative dovrebbero essere programmate nelle ore più fresche, riducendo ritmi ed esposizione durante le fasce più critiche.

È importante mettere a disposizione acqua fresca, programmare pause regolari e predisporre aree ombreggiate, ventilate o climatizzate. Quando possibile, è utile prevedere la rotazione degli addetti, l’installazione di coperture e la limitazione del lavoro isolato.

I lavoratori devono inoltre conoscere i sintomi dello stress termico, come mal di testa, nausea, vertigini, debolezza, crampi e confusione.

In caso di malore, la persona deve essere accompagnata in un luogo fresco, assistita e mai lasciata sola. Se compaiono perdita di coscienza, confusione o un rapido peggioramento, è necessario attivare immediatamente i soccorsi.

Prevenire il caldo sul lavoro

Gestire correttamente il caldo sul lavoro significa proteggere le persone, ridurre il rischio di infortuni e garantire continuità all’attività aziendale.

Progetti e Soluzioni supporta le imprese di Roma nella valutazione dei rischi, nell’aggiornamento del DVR e nella definizione delle misure preventive più adatte alle attività svolte. Richiedi una consulenza.